Antichitą Scippa. Arch. Mario Scippa Dott. Gennaro Scippa.

antiquariato e consulenze per stime, valutazioni e divisioni ereditarie. Acquisti da privati

L'antiquario: venditore di emozioni

...i veri antiquari non si improvvisano tali: sono la som­matoria genetica di esperienze delle precedenti ge­nerazioni...

la vita di un antiquario, come la vita di chiunque, consiste in un insieme di avvenimenti, di esperienze, della propria vita e di quella di chi lo ha preceduto. Tali avvenimenti e le esperienze proprie e di chi lo ha preceduto, non si sommano o si sovrappongono semplicemente, ma si influenzano, si completano, gli ultimi trasformano i precedenti e potrebbero cambiare anche il senso di tutto l'insieme  e non perchè conti più dei precedemnti avvenimenti, ma piuttosto perché le esperienze si dispongono in un ordine che non è cronologico, rispondendo ad una   complessa architettura interna dove  le esperienze non sono la somma algebrica ma un prodotto esponenziale che ribalta convinzioni e regole.              

Il loro nonno era un famoso ebanista napoletano. Il padre, invece,  prima abile ed esperto intagliatore in legno, poi restauratore sensibile e attento. Infine, per natu­rale evoluzione, in età matura, e in vecchiaia, era di­ventato un raffinato e apprezzato antiquario e mer­cante d'arte

   Da bambini, Mario e Gennaro, erano entrambi affascinati dalle mani del padre.

Passavano ore intere accanto a lui a guardarle mentre si muovevano, sicure, durante il suo lavoro.

Erano mani grosse, forti...

 ...la destra teneva la mazzuola, un pesante martello di legno con cui dava dei colpi, secchi e forti, allo scappello, stretto nella mano sinistra, la cui, affilatissima lama entrava nel pezzo di legno di cirmolo o di tiglio.

 Era un gioco di polso diceva, il polso comandava il colpo.

Il polso.

 Al colpo secco si staccava un pezzet­to di legno, e in quel preciso momento, si sprigio­nava nell'aria un'odore forte e aromatico che solo il legno da intaglio rilasciava quando veniva scolpito e, dal blocco, usciva come per incanto     

l'abboz­zo di una forma.

La notte

il padre si chiudeva nel silenzio,

disegnan­do riccioli e cartocci che poi sarebbero diventati frammenti di legno scolpito per testate da letto o per specchiere importanti di stile barocco.

Gennaro e Mario, gli antiquari di oggi, facendo finta di dormire osservavano, quelle mani,  quella matita che scivolava decisa su quei gigante­schi fogli di colore giallo pallido, ancora oggi esposti nel retro bottega del negozio come importanti cime­li, a testimonianza della loro storia d'amore per i par­ticolari degli oggetti d'arte antica ereditata dal padre.

Da piccoli, i due antiquari, giocavano tra troni e fregi e quant'altro il padre poteva trovare di antico che aveva a che fare con l'intaglio e la scultura di legno.

I loro giocattoli era­no frammenti di legno intagliato e le basi dei tavoli, in cui si nascondevano e amavano inventarsi i giochi, i loro rifugi.

Tutte le esperienze e le conoscenze ereditate dal nonno e dal padre, sommate esponenzialmente a quelle proprie, a quelle scolastiche, universitarie, e di vita vissuta, nell'amore per l'arte, sono state la base per far diventare questo mondo, complicato e magico, inaccessibile ai più, il loro habitat naturale nello stesso modo di come lo è una giungla per una tigre.

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