
...i veri antiquari non si improvvisano tali: sono la sommatoria genetica di esperienze delle precedenti generazioni...
la vita di un antiquario, come la vita di chiunque, consiste in un insieme di avvenimenti, di esperienze, della propria vita e di quella di chi lo ha preceduto. Tali avvenimenti e le esperienze proprie e di chi lo ha preceduto, non si sommano o si sovrappongono semplicemente, ma si influenzano, si completano, gli ultimi trasformano i precedenti e potrebbero cambiare anche il senso di tutto l'insieme e non perchè conti più dei precedemnti avvenimenti, ma piuttosto perché le esperienze si dispongono in un ordine che non è cronologico, rispondendo ad una complessa architettura interna dove le esperienze non sono la somma algebrica ma un prodotto esponenziale che ribalta convinzioni e regole.
Il loro nonno era un famoso ebanista napoletano. Il padre, invece, prima abile ed esperto intagliatore in legno, poi restauratore sensibile e attento. Infine, per naturale evoluzione, in età matura, e in vecchiaia, era diventato un raffinato e apprezzato antiquario e mercante d'arte

Da bambini, Mario e Gennaro, erano entrambi affascinati dalle mani del padre.
Passavano ore intere accanto a lui a guardarle mentre si muovevano, sicure, durante il suo lavoro.
Erano mani grosse, forti...
...la destra teneva la mazzuola, un pesante martello di legno con cui dava dei colpi, secchi e forti, allo scappello, stretto nella mano sinistra, la cui, affilatissima lama entrava nel pezzo di legno di cirmolo o di tiglio.
Era un gioco di polso diceva, il polso comandava il colpo.
Il polso.
Al colpo secco si staccava un pezzetto di legno, e in quel preciso momento, si sprigionava nell'aria un'odore forte e aromatico che solo il legno da intaglio rilasciava quando veniva scolpito e, dal blocco, usciva come per incanto
l'abbozzo di una forma.
La notte
il padre si chiudeva nel silenzio,
disegnando riccioli e cartocci che poi sarebbero diventati frammenti di legno scolpito per testate da letto o per specchiere importanti di stile barocco.
Gennaro e Mario, gli antiquari di oggi, facendo finta di dormire osservavano, quelle mani, quella matita che scivolava decisa su quei giganteschi fogli di colore giallo pallido, ancora oggi esposti nel retro bottega del negozio come importanti cimeli, a testimonianza della loro storia d'amore per i particolari degli oggetti d'arte antica ereditata dal padre.
Da piccoli, i due antiquari, giocavano tra troni e fregi e quant'altro il padre poteva trovare di antico che aveva a che fare con l'intaglio e la scultura di legno.
I loro giocattoli erano frammenti di legno intagliato e le basi dei tavoli, in cui si nascondevano e amavano inventarsi i giochi, i loro rifugi.
Tutte le esperienze e le conoscenze ereditate dal nonno e dal padre, sommate esponenzialmente a quelle proprie, a quelle scolastiche, universitarie, e di vita vissuta, nell'amore per l'arte, sono state la base per far diventare questo mondo, complicato e magico, inaccessibile ai più, il loro habitat naturale nello stesso modo di come lo è una giungla per una tigre.